L'Italia non è formata soltanto dalle Alpi. La storia geologica del nostro Paese è molto più lunga e complessa di quella che ha dato vita alla catena montuosa principale e possiamo farla iniziare circa duecento milioni di anni fa quando tutte le terre del globo erano raggruppate in un'unica grande massa detta Pangea (da due termini greci che significano «tutte le terre») circondata da un unico grande oceano detto Panthalassa (dal greco «tutti i mari»).

La vita della Pangea fu breve perché, subito dopo la sua comparsa, cominciarono a manifestarsi, sulla superficie, delle profonde spaccature, la prima delle quali, in senso orizzontale, portò alla formazione di due grandi blocchi, uno sistemato a nord, chiamato «Laurasia», che comprendeva le terre destinate a diventare l'America settentrionale, l'Europa e gran parte dell'Asia e l'altro sistemato a sud, chiamato «Gondwana», che comprendeva le terre che avrebbero formato l'America meridionale, l'Africa, l'Antartide, l'Australia e l'India. Fra questi due enormi blocchi di terre emerse si insinuava un oceano sterminato chiamato Tetide, o Mare mesogeo, esteso dall'attuale Mediterraneo fino al Borneo. 

Circa 170 milioni di anni fa il settore occidentale del continente di Gondwana si staccò dal resto in seguito ad una frattura verticale che poi si sarebbe ampliata e riempita d'acqua fino ad originare l'attuale Oceano Atlantico. L'allargamento di questa frattura determinò lo spostamento verso est dell'Africa che, scivolando lungo il margine meridionale di quella che sarebbe diventata l'Europa, produsse l'isolamento dalla Tetide del già citato piccolo oceano piemontese-ligure, che si venne quindi a collocare fra la paleoeuropa e il promontorio africano che abbiamo chiamato «Insubria».

Mentre l'Africa si staccava dall'America meridionale, più a nord l'Europa e l'America settentrionale rimanevano ancora unite. Successivamente, però, queste terre si disgiunsero e l'Oceano Atlantico si poté estendere anche nel suo tratto settentrionale.
Frattanto l'India si separava dal continente di Gondwana e cominciava ad andare alla deriva verso nord. Dopo un viaggio di oltre 5.000 kilometri questo piccolo frammento di terra finì la sua corsa contro la Laurasia schiacciando in un'enorme morsa tutto il materiale accumulato nella geosinclinale che giaceva a sud del bordo meridionale di quel supercontinente. In seguito a quest'urto si formò la catena dell'Himalaya.

Mentre l'India si muoveva lentamente verso nord, più ad ovest il continente africano cominciava a spostarsi verso l'Europa, comprimendo energicamente i materiali che formavano il basamento del piccolo oceano piemontese-ligure. L'avvicinamento dell'Africa all'Europa si concluse con un'enorme collisione che causò gli stessi effetti che l'India aveva prodotto in precedenza scontrandosi con la Laurasia.

I materiali della geosinclinale si accavallarono in enormi falde di ricoprimento vergenti verso nord e lo stesso margine settentrionale del continente africano finì per scivolare su quello europeo. In questo modo si vennero a formare le due principali catene montuose italiane: le Alpi ad est e gli Appennini ad ovest.
 

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