Le Alpi e gli Appennini (con annesso il blocco sardo-corso), rappresentano, senza dubbio, l'ossatura centrale della nostra Penisola ma, come vedremo, non sono le uniche strutture geologiche che la costituiscono. Esistono infatti, nel nostro Paese, territori molto estesi formati da rocce che hanno avuto origine in epoche antecedenti e susseguenti quelle che hanno generato la catena alpino-appenninica e che sono stati coinvolti in processi geodinamici di varia natura.

Sono presenti, ad esempio, nelle Alpi orientali, al di sotto di terreni fossiliferi del Siluriano, alcune rocce scistose e granitoidi che potrebbero essere di età archeozoica, quindi molto antiche, e che, per la complessità delle loro deformazioni, prima di venire imprigionate nella catena alpina, con molta probabilità furono coinvolte in cicli orogenetici prepaleozoici.

Scisti cristallini simili a quelli presenti nelle Alpi orientali affiorano anche su vaste aree della Calabria, nella parte sud-orientale della Sicilia e in Sardegna. Questi terreni, forse non sono così antichi come quelli presenti nelle Alpi, ma sicuramente si possono ascrivere almeno al Paleozoico inferiore.

Terreni, invece, sicuramente del Paleozoico inferiore, sono presenti in Sardegna e in Carnia dove affiorano rocce del Cambriano, del Siluriano e del Devoniano ricche di fossili. Questi terreni molto antichi hanno potuto conservare, pressoché inalterato, il loro prezioso contenuto paleontologico anche perché non hanno subito notevoli deformazioni durante le orogenesi precedenti a quella alpino-himalaiana.

Assai più diffusi sono i terreni del Paleozoico superiore. Il Carbonifero, ad esempio, è presente, oltre che nelle Alpi carniche, anche in quelle occidentali e in Sardegna. Sono del Carbonifero, i cosiddetti «massicci cristallini esterni» delle Alpi occidentali che abbiamo già ricordato (Argentera, Pelvoux-Belledonne, Monte Bianco ed Aar-Gottardo), e i «massicci interni» del Monte Rosa e del Gran Paradiso. Anche il Permiano è ben rappresentato, soprattutto nell'arco alpino, in Sardegna e in Sicilia. In particolare in Sardegna è presente con formazioni continentali derivanti dalla demolizione dei rilievi creati dall'orogenesi ercinica. Nelle Alpi orientali invece il Permiano è rappresentato da vulcaniti e tufi acidi nella cosiddetta «piattaforma porfirica atesina», della zona di Bolzano.

Terreni del Mesozoico inferiore (Trias) affiorano un po' dovunque e vi si possono riconoscere successioni marine e continentali. Importanti per la varietà dei litotipi e per la ricchezza dei fossili sono soprattutto le Prealpi lombarde e le Dolomiti. Il Trias fu anche interessato da manifestazioni vulcaniche nelle Alpi Giulie, nelle Dolomiti e in Lombardia.Durante il periodo giurassico avviene l'apertura del bacino oceanico piemontese-ligure e subito iniziano a depositarsi in esso, a seconda della profondità dei fondali, sedimenti neritici o pelagici. Verso la fine del periodo si verificano, nel fondo della geosinclinale, le prime effusioni di rocce basiche ed ultrabasiche che in seguito verranno coperte dai sedimenti e quindi strizzate e dislocate dalle forze orogenetiche. In questo modo si vennero a formare le già citate ofioliti o pietre verdi presenti soprattutto nell'Appennino settentrionale e nelle Alpi occidentali.

Nel Cretaceo si verificò una prima fase di compressione del bacino oceanico e dei materiali in esso contenuti che cominciarono ad emergere dal mare. In questo modo si formarono una serie di arcipelaghi stretti e allungati, paralleli fra loro e separati da fosse marine in via di veloce sprofondamento, nei quali si andava accumulando il materiale clastico derivante dalla demolizione delle terre emerse da parte degli agenti esogeni. Questo tipo di sedimentazione determinò la formazione di una facies molto tipica che va sotto il nome di flysch.
 

FONDAZIONE PERMANENTE G. GIULIANI ONLUS • Codice Fiscale 93049850667
info@fondazionegiuliani.it
Copyright © 2013 • All Rights Reserved